Fotografia
L'ortolano
Un mio primo approccio alla fotografia
Sfrutto la scusa del blog, dopo avergli cambiato totalmente stile, per condividere qualche foto scattata con lo scopo di documentare tutto il processo tecnico e creativo per eventuali referenze future.
La prima foto che condivido l'ho chiamata "L'Ortolano". Citando wikipedia: "Essi vengono catturati vivi con reti apposite, fissate durante il volo migratorio autunnale verso l'Africa; vengono quindi tenuti in piccole gabbie o scatole, coperte da un telo. Questi uccelli reagiscono all'oscurità della gabbia rimpinzandosi di grano, e vengono solitamente nutriti con semi di miglio bianco fino a raddoppiare la loro mole. Gli ortolani adeguatamente ingrassati vengono quindi annegati nell'Armagnac e successivamente in questa acquavite marinati, con l'aiuto di specifici contenitori. Una volta terminata la marinatura, l'uccello viene arrostito e spennato. L'ortolano viene quindi mangiato intero, comprese le viscere e l'Armagnac ancora presente nei polmoni, tenendolo per la testa (o per il becco), sputando poi le ossa più grandi. [...] Un terzo significato meno pratico e più spirituale vorrebbe che il fazzoletto serva a "Nascondersi dagli occhi di Dio per la vergogna di una tale disonorevole e deprecabile crudeltà" ~ Wikipedia
Questa particolare ricetta della tradizione francese è stata resa popolare, molto probabilmente, dalla serie televisiva Hannibal, che nell'episodio 11 della seconda stagione mette in scena Hannibal e Will Graham che consumano l'ortolano.
Quello che mi colpisce di più della ricetta è il simbolismo dietro il tovagliolo che copre la testa mentre si consuma il piatto. Ci sono diverse teorie che provano a spiegare questa usanza, anche se molto probabilmente visto l'ambiente aristocratico in cui veniva consumato, era semplicemente per coprirsi dalla vista degli altri commensali mentre si rimuovevano le ossicine dell'uccello dalla bocca. Ritengo però che la versione più simbolica del "coprirsi dagli occhi di Dio per la vergogna" sia molto più artistica.

L'idea per lo scatto mi è venuta mentre ero con amici in una nota catena di fast food che serve principalmente pollo fritto. Durante la cena, mi è tornata in mente la ricetta dell'ortolano e di quanto questa sia in realtà molto simile ai polli destinati ai fast food, non nella ricetta in sé ma nella sofferenza che viene inflitta all'animale per arrivare al prodotto finito. Ho pensato che sarebbe stato interessante fare uno scatto nel quale viene ripresa questa tradizione ma nel contesto moderno di una catena di fast food. Il dualismo starebbe nel fatto che l'idea di doversi nascondere da Dio per l'ingordigia e la vergogna quando si mangia l'ortolano dovrebbe applicarsi anche alla carne servita nei fast food, in quanto il benessere animale passa spesso in secondo piano. Dopo qualche giorno siamo tornati al ristorante per fare la foto.
Nello scatto ho voluto riprendere due simbolismi: il tovagliolo sopra la testa, che assume il significato più spirituale di vergogna per l'atto di ingordigia che si sta compiendo a carico di un altro essere vivente, e il vestito elegante, che va a richiamare il contesto originale della ricetta, consumata in ambienti altolocati. Come composizione ho pensato che una perfetta simmetria potesse dare il meglio, che è poi la stessa composizione usata nella scena di Hannibal.
Note tecniche e processo di editing
Purtroppo però la foto è venuta leggermente storta, e per drizzarla viene necessariamente alzato il margine inferiore che andrebbe poi a tagliare le scarpe dei soggetti. Questo è stata una grande svista e il più grande errore tecnico della composizione, che mi ha costretto a fare dei tagli molto stretti. Non è stato di aiuto l'obiettivo a 35mm che ha richiesto qualche metro di distanza per fare entrare i soggetti nella loro interezza nell'inquadratura, occupando molto spazio all'interno del ristorante.
Questa prima foto coincide con i miei primi approcci alla post produzione. Per editare i colori e le luci, mi sono affidato a darktable, software gratuito per editare i file RAW. Essendo ancora molto novizio in questo campo penso che il lavoro potesse essere stato fatto in maniera migliore, però sono sufficientemente soddisfatto di come ho reso i colori più saturati e ho rimosso quel colore terribile che veniva dato dalla luce al neon del ristorante. Previa stampa, ho inoltre rimosso il termostato a destra che crea disturbo.
Per la stampa ho provato diversi tagli e formati, ma quello che più mi piace è il 16:9, sia perchè ricorda un taglio cinematografico e sia perchè rende stretta e lunga la foto, dando contemporamente sia un senso di immersione che di controllo, in quanto i bordi sono più larghi. Purtroppo per dare sufficiente spazio alla parte superiore, e per una mia svista, la giacca del soggetto a destra è tagliata nel lato inferiore. Ho provato anche altri tagli, che lascio nella gallery qui di seguito.



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È anche la prima volta che stampo una foto in formato più grande dei formati classici, e sono veramente meravigliato dei dettagli che si riescono a vedere.

Nonostante il taglio della giacca, che più guardo la foto più penso che avrei potuto usare il 4:3 rinunciando all'effetto cinematografico, sono complessivamente soddisfatto del risultato.
Dati tecnici
Fujifilm XT-30 III con obiettivo 35mm, f4.4, 640ISO, 1/80s